Come/dove nasce l’arteterapia?
L’Arteterapia, un connubio tra arte e terapia, ha una storia ricca e affascinante che si estende per secoli. Esploriamo insieme le origini di questa disciplina e il suo evolversi nel corso del tempo.
Origini Antiche:
L’uso dell’arte a fini terapeutici risale a tempi antichi, quando le culture ancestrali utilizzavano l’arte come mezzo per esplorare e curare la mente e lo spirito. Le antiche civiltà, come gli Egizi e i Greci, comprendevano il potere dell’espressione artistica nel favorire la guarigione e il benessere.
Evoluzione Moderna:
Tuttavia, l’Arteterapia come la conosciamo oggi ha radici più recenti, che risalgono al XIX secolo, quando gli artisti come William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge iniziarono a esplorare il potere della creatività e dell’espressione artistica nel promuovere il benessere mentale e emotivo.
Pionieri del XX Secolo:
Nel corso del XX secolo, il campo dell’Arteterapia ha visto una crescita significativa grazie al lavoro di pionieri come Margaret Naumburg e Edith Kramer. Naumburg, considerata la madre dell’Arteterapia negli Stati Uniti, ha sviluppato approcci basati sull’arte per la diagnosi e la terapia psicologica. Kramer ha introdotto concetti come l’arte come espressione del Sé e l’importanza della creazione artistica nel processo terapeutico.
Dagli Anni Quaranta negli Stati Uniti e in Inghilterra si assiste a un interesse sempre maggiore per le cure riabilitative, e l’arte terapia riveste un ruolo fondamentale all’interno delle prime comunità terapeutiche.

In Inghilterra
Adrian Hill, insegnante d’arte inglese, si fa interprete di una visione pedagogica.
Edward Adamson, artista, nel 1946 lavora al Netherne Hospital (nel Surrey) con i pazienti psicotici accolti nella famosa “room”.
Irene Champernowne, la psicoterapeuta inglese di formazione junghiana, sperimenta negli Anni Quaranta al Withymead Centre nel Devon, la psicoterapia a mediazione artistica un sistema di accesso facilitato ai livelli inconsci dell’esperienza attraverso le attività espressive.
Negli Stati Uniti
Margaret Naumburg, seguace di Freud, fondatrice dell’Art Therapy negli Stati Uniti che considerò l’arte il setting privilegiato nel quale potevano alternarsi vari livelli di linguaggio: pre-verbale, verbale, iconico. In questa prospettiva l’oggetto estetico diventa l’equivalente del sogno, un contenitore di emozioni che permette forme particolari di comunicazione tra il paziente e il terapeuta e l’espressione artistica considerata corrispondente iconico delle libere associazioni verbali.
Con Edith Kramer, di provenienza artistica, l’attenzione si sposta dal prodotto finale al processo creativo: il lavoro del paziente non è visto solo in termini di espressione dei conflitti interni, ma come risorsa per la loro risoluzione: ecco l’arte come terapia.
In Europa
In Europa, tra le due guerre, la prima pioniera dell’arteterapia, fu Frield Ducker
Brandeis, che, specializzandosi nel campo dell’arte tessile e fotografia, impara che l’arte può tessere un legame con la parola, il suono, la forma, il colore, il gesto, curando i bambini nel campo di concentramento di Terezin.
